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La cucina intesa come espressione ha riflessi sociologici; appunto per questo è in contnua evoluzione.
Il cambiamento denota sintesi di "un sentito" espresso in modo armonico in forme, odori, profumi, sapori, consistenze e reminescenze di memorie.
La sintesi è eleganza concettuale e gustativa: esprime interamente - e non in modo dissociato - la natura e la maturità di un uomo.
Non ci sono punti di arrivo. Il movimento è pensiero. Il cambiamento è positivo. L'abitudine gustativa crea assuefazione... anche al palato.
Non posso parlare di memoria stomatologica, ma piuttosto di emozionalità legata ad un profumo.
La condivisione di un pensiero con i miei collaboratori, l'esempio di umiltà, il senso del dovere.
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