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La "Piazza della Loggia", il complesso architettonico più omogeneo della città e splendido esempio di piazza rinascimentale chiusa; l'edificio principale è "la Loggia", oggi palazzo del Comune, iniziato nel 1492 sotto la direzione di Filippino de' Grassi. Il lato meridionale è definito dalla cortina del "Monte di Pietà", detto anche "Loggetta". Per proteggere le botteghe in legno sulla sinistra della piazza dai frequenti incendi, nel XIV secolo è stata costruita una parete in muratura utilizzando anche pietre di origine romana ritrovate negli scavi per le fondamenta. In questa piazza il 28 maggio 1974 si è consumata la drammatica Strage di Piazza della Loggia.
La "Piazza della Vittoria" è un complesso urbanistico ed architettonico realizzato negli anni '30 del XX secolo che si ispira a quella parte del razionalismo in architettura di ispirazione fascista tipica dell'architetto Piacentini. Per realizzare la piazza venne demolita un'intera area del medievale quartiere Carmine, che al tempo si estendeva fin lì (e che in precedenza era posizione della Curia ducis, sede di re Longobardi e luogo dove soggiornò l'Imperatore del Sacro Romano Impero), privando il centro storico, a parere di molti, di gran parte del suo sapore antico e caratteristico. In compenso, si costruì una nuova grande piazza in alternativa a Piazza Loggia e a Piazza Paolo VI. Qui furono edificati i nuovi edifici che attualmente ospitano, tra l'altro, la sede centrale delle Poste e il parcheggio sotterraneo per auto centrale della città.
Nella "Piazza Paolo VI" (storicamente Piazza Duomo) si trovano:
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il "Duomo vecchio" o "Rotonda" eretto nell'X secolo contiene vari capolavori di Palma il giovane, del Moretto, del Romanino. Lo stesso edificio rappresenta un perfetto simbolo dell'architettura romanica;
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il "Duomo Nuovo" anch'esso ricco di capolavori, merita ammirazione la rinascimentale "Arca dei SS. Apollonio e Filastrio" del 1710 e la cupola, calcolata come la terza più grande d'Italia dopo quella di San Pietro a Roma e quella di Santa Maria del Fiore a Firenze;
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il "Broletto", antico palazzo comunale, uno dei più maestosi della Lombardia, con la Torre del Popolo (detta Pegol) e la Loggia delle grida (ricostruzione ottocentesca);
La "Piazza del Foro" è il più rilevante complesso con resti d'epoca romana di tutta la Lombardia, con gli imponenti avanzi del "Capitolium";
Il "Monastero di San Salvatore o di Santa Giulia": la basilica di "San Salvatore" è un esempio dell'architettura altomedioevale dell'Italia settentrionale; il complesso è inoltre sede del Museo della città, all'interno del quale si possono trovare numerose opere d'arte della storia bresciana, fra cui la Vittoria Alata e la Croce di Desiderio. Il monastero fu, secondo la tradizione, il rifugio di Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio, ripudiata da Carlo Magno prima della sua discesa nella penisola ed è, per questo motivo, anche un'ambientazione dell'Adelchi di Alessandro Manzoni;
La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presenta una mirabile facciata, progettata dall'architetto Giovanni Antonio Amadeo e da lui realizzata con aiuti, con finissime decorazioni a bassorilievo, cui versop il 1500 si aggiunge il peristilio: 16 scultori collaborano alle decorazioni interne ed esterne, tra cui il nipote Antonio della Porta da Osteno (sul lago di Lugano), detto il Tamagnino.
La chiesa romanico-gotica di "San Francesco": nel paliotto dell'altar maggiore un bassorilievo marmoreo rappresentante "il Presepio" porta i caratteri della scuola dell'Amadeo: La chiesa dei "Santi Nazaro e Celso": la pala d'altare è il "Polittico Averoldi" di Tiziano Vecellio. La facciata è in perfetto stie neoclassico ed è adornata da numerose statue marmoree di pregevole fattura, anche se la sua posizione lungo lo stretto Corso Giacomo Matteotti ne sacrifica in parte l'effettiva maestosità. Per grado di importanza, si colloca al secondo posto dopo il Duomo;
La piccola chiesa del "Buon Pastore";
La chiesa di "San Clemente", con molti dipinti del Moretto, la cui posizione fra i silenziosi vicoli della Brescia romana ne valorizza notevolmente la sacralità e la spiritualità;
La Chiesa di "San Giovanni", con il refettorio per metà affrescato dal Moretto e per metà da Girolamo Romanino;
La Stazione ferroviaria è una costruzione in stile neoclassico con elementi neoromanici, edificata nel 1854.
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